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| Dai conti della sanità all'Aqp, ecco i fallimenti di Vendola |
Inserito il 26 maggio 2009 alle 12:06:00 da AnCerignola.it. IT - Regione
di ROBERTO RUOCCO (Capogruppo regionale An-Pdl)
In questi giorni, sia pur sommersi dal chiasso artificiale sulla storia romanzata di una ragazza napoletana nel quale si specchia tutta la pochezza e lo squallore dell’odierna sinistra italiana, nonché dalla campagna elettorale in corso, stanno venendo a galla taluni degli ormai irrimediabili fallimenti del Governo-Vendola, e insieme ad essi le menzogne finora da questi raccontate per coprirli.
L’ATO Puglia conferma l’incapacità dell’AQP del trio Vendola-Introna-Monteforte di realizzare gli investimenti per i quali pure disponeva di un miliardo e 300 milioni di euro, la cui gran parte ci conferma essere andata dispersa per la scadenza dei tempi di rendicontazione. Sempre dalla stessa insospettabile fonte apprendiamo che anche in materia di risanamento delle reti, su cui molte favole ci erano state raccontate, siamo ancora di fronte ad una intollerabile perdita del 54.90%, a fronte del promesso e comunque già altissimo, 44.09%. In compenso l’azienda conta su 220 dipendenti in più. Una condizione che un altro insospettabile come l’on. Boccia definì qualche mese fa come fallimentare, e che comunque non giustifica affatto aumenti di tariffe a carico dei cittadini. Intanto compare un buco suppletivo di 60 milioni di euro sulla sanità, a conferma delle nostre documentate affermazioni in Consiglio regionale sul trucco evidente di conti smaccatamente edulcorati. Il fatto che di questi 60 milioni, 35 vengano dalla ASL di Foggia laddove è stato recentemente sostituito il management, dimostra da un lato che – cercando bene - anche nelle altre ASL la verità è ben diversa di quella che ci raccontano i direttori generali di Vendola (uno sprazzo di quella vera ce l’hanno offerta i fornitori ed i laboratoristi, con le loro disperate recriminazioni su mancati pagamenti ed omessi adempimenti), dall’altro che era doverosa ed è urgente l’istituzione da noi proposta di una Commissione consiliare d’inchiesta sull’allegra amministrazione della ASL dauna, anche in funzione della prevista estensione a tutta la Regione della non limpida esperienza di “Sanitaservice”. Né ci consola sapere che quest’ennesimo buco sarà parzialmente coperto dall’aumento in atto delle entrate fiscali, che sono sangue sottratto ad un’economia già in pesante affanno, sulla pelle delle nostre famiglie e delle nostre imprese. Di fronte a questi disastri, il presidente della Regione è in tournèe permanente in tutte le piazze ed i canali televisivi d’Italia, laddove trasforma in un’Istituzione che appartiene a tutti i pugliesi in uno strumento inerme di una campagna elettorale tanto più astiosa quanto più disperata, anche attraverso cinici sciacallaggi propagandistici su una povera donna straniera che probabilmente non sapeva nemmeno cosa fosse e dove fosse la Puglia. Ma forse si sta già attrezzando al suo prossimo ritorno alla condizione di minoranza microscopica, e perciò costretta a spararle sempre più grosse pur di far pervenire in qualche modo la flebile eco di una insignificante sopravvivenza.
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