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| d’Antonio, Bombino e Casarella: «Aqp, Telecom, Inps, Università. Sinistri scippi dannosi alla città» |
Inserito il 03 maggio 2009 alle 15:40:00 da AnCerignola.it. IT - Sviluppo
di ANDREA ZULLO
«Inaudito che nessuno abbia levato scudi a difesa del territorio. E ancora una volta, dopo Asl, Telecom, Inps e Università, subiamo un altro ridimensionamento dannoso». Cerignola non sarà più sede dell’Acquedotto pugliese. La decisione, maturata in Regione, viene apertamente contestata dai consiglieri comunali dimissionari di Alleanza Nazionale-Pdl, Romano d’Antonio, Onofrio Bombino e Gianvito Casarella. «O i nostri referenti della sinistra locale in Regione non sono autorevoli – accusano i tre esponenti del Pdl – o a loro non interessa Cerignola».
Nelle scorse settimane, il consigliere regionale di An-pdl, Roberto Ruocco, aveva presentato un’interrogazione ai vertici di Via Capruzzi, denunciando «una penalizzazione a carico di Cerignola ad opera dell’Aqp, che si aggiunge alla retrocessione di due anni fa di uno dei tre reparti, di grande rilievo strategico, all’epoca suddivisi in sette comprensori; la decisione dell’Aqp si traduce in un passo del gambero per la Città di Di Vittorio e di Pinuccio Tatarella spiegabile soltanto con un’incomprensibile ostilità pregiudiziale o con una devastante debolezza politica».
Oggi, d’Antonio, Casarella e Bombino si aggiungono con forza a quel grido d’allarme poi diventato realtà nelle ore successive. E lo fanno proprio alla vigilia dell’incontro previsto domani sera fra i consiglieri comunali dimissionari di destra e di sinistra, convocati dal Commissario prefettizio, Michele di Bari, per discutere della situazione amministrativa e politica di Cerignola. «Anche questa situazione sarà oggetto di discussione – anticipano i tre rappresentanti consiliari che hanno apposto la propria firma sull’atto di scioglimento del Consiglio, lo scorso 20 aprile - . Riteniamo che la decisione di privare Cerignola della sede di “comprensorio”, posta a Ortanova, sia assurda, soprattutto pensando che le utenze in ambito territoriale, da a candela a Rocchetta sant’Antonio ad Ascoli Satriano, superano le 13mila unità. Questi sono dati che fanno di Cerignola un innegabile centro che non può subire un simile depauperamento. E risulta ancor più grave pensando che questa Regione targata Nichi Vendola ed Elena Gentile non ha esitato a privare Cerignola di comparti chiave dell’Inps, della direzione generale Asl e di servizi Telecom. In questo periodo registriamo pure l’imminente chiusura del corso di laurea in Marketing agroalimentare. Tutti atti perpetrati nell’indifferenza dei nostri sinistri amministratori comunali e regionali, se non con la loro complicità».
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