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Valentino va a casa. Città non sorpresa. Politici che pensano già a domani
Inserito il 21 aprile 2009 alle 20:09:00 da AnCerignola.it. IT - Comune

di GIANVITO CASARELLA

“Una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale. Come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca”, scriveva Fabrizio De Andrè. La notizia delle dimissioni dei 16 consiglieri comunali e della caduta del sindaco fa il giro della città in pochissimi minuti. I siti impazziscono, Facebook diventa arena di commenti contrastanti, proprio come in strada. Da una parte gli sconfitti, i silurati. Dall’altra chi ha mandato a casa Matteo Valentino e la sua classe dirigente. E che da oggi spera di costruire una valida alternativa a questa sinistra. Cerignola apprende la caduta dell’amministrazione con garbo, quasi incuranza, menefreghismo. Quattro anni di stasi hanno ammorbato le coscienze. I più scaltri, fanno in fretta ad ammiccare agli esponenti del centrodestra. Come a dire: “adesso vinciamo”. Tutti amici, tutti contenti. Questo è il segno che il vento cittadino è davvero cambiato.

La gente per strada ferma i consiglieri comunali. Vuole sapere i dettagli dell’operazione che ieri alle 20.45 ha portato alla sfiducia della maggioranza della massima assise comunale nei confronti del sindaco Matteo Valentino. Vuole sapere tutto, specialmente dagli esponenti di centrodestra. Tutti sorridono, tutti ammiccano. Pare che nessuno 4 anni fa abbia votato Valentino, che invece aveva riportato il 60% e passa dei consensi. Ma di certo li aveva sperperati praticamente subito. Oggi la cittadinanza, dopo la grande delusione di una sinistra incapace ed inconcludente, quando non dannosa, si mostra amica al centrodestra. Lo si vede. Cambia l’aria. cambia il vento. La città guarda avanti. I politici… anche.

Ruocco: «Ora occorre una nuova classe dirigente che guardi al futuro» Il consigliere regionale Roberto Ruocco, che aveva seguito le operazioni con segretezza e scaltrezza, non si mostra euforico. Tiene i piedi per terra e guarda avanti: «L’auto-scioglimento in atto del Consiglio comunale di Cerignola è l’epilogo doveroso ed inevitabile di una rovinosa stagione di malgoverno in cui si è malinconicamente e definitivamente chiusa, dopo un ultimo rigurgito, la lunga stagione di una egemonia di sinistra sempre più chiusa nei suoi giochi e nei suoi riti di potere e pertanto sempre più lontana dalla grande lezione di Giuseppe Di Vittorio, nonché dai valori e dagli interessi vitali della comunità cerignolana».
La fine della giunta Valentino potrebbe essere apripista per quanto accadrà alle urne l’anno prossimo anche alla Regione Puglia. Ma intanto, Ruocco pensa a Cerignola: «Adesso il Popolo della Libertà deve operare perché la città, finalmente liberata, possa recuperare il tempo perduto attraverso un nuovo progetto politico ed una classe dirigente che guardi al futuro».

Farina: «Era ora. Valentino commissariato, oggi come nel ’92, quando poi a vincere fu la destra» «Era ora! Non se ne poteva più – esulta il consigliere provinciale del Popolo della Libertà, Mimmo Farina - . Per quattro lunghi la nostra Città è stata vittima di amministratori che si sono distinti per pressapochismo, inefficienza, litigiosità, mancanza di progettualità. Per quattro lunghi anni i cittadini di Cerignola sono stati costretti ad assistere ad una sequela di crisi, di dimissioni, di rimpasti, di lotte fratricide all’interno della dissolta maggioranza».
Farina focalizza la sua attenzione sull’ultimo rimpasto di giunta, a cui avrebbe fatto seguito un sesto, se l’auto-scioglimento dal notaio ieri non avesse segnato la fine della corsa: «Ora arriva il Commissario Prefettizio; meglio lui che una Giunta di inetti. Mi sembra di essere ritornato indietro nel tempo, quando un altro Valentino fu defenestrato dalla sua stessa maggioranza. Era il 1993; l’anno della svolta a Cerignola; l’anno della prima amministrazione di destra, del primo Sindaco missino».

d’Antonio: «Ora tocca al centrodestra» Uno dei registi dell’operazione “16 firme”, insieme al centrista Franco Paradiso, il capogruppo di Alleanza Nazionale-Pdl, Romano d’Antonio si mostra moderatamente soddisfatto: «Siamo coscienti dell’importanza di questo atto dal notaio – osserva – ma non costituisce che un primo passo verso il ripristino della buona amministrazione della città. Ora deve essere il centrodestra a pensare al futuro di Cerignola, attraverso una nuova classe dirigente che sappia interpretare i problemi e le sensibilità della cittadinanza. Crediamo di avere tutte le carte in regola per farlo».

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